• Alice

Mi presteresti la voce? Episodio 13: campi di fragole per sempre



Avete presente quando una canzone vi entra nella testa e non vuole saperne di lasciarvi in pace? Continuate a canticchiarla, involontariamente, per giorni o settimane.

In metropolitana, mentre fate colazione o sotto la doccia.


Ecco perchè li chiamano "tormentoni": sono un tormento, vero e proprio.


A me capita ciclicamente con "I wanna hold your hands" dei The Beatles: la melodia spensierata, quasi frivola, mi scava nei pensieri e lì dentro mette radici.


Allo stesso modo sono caduta vittima del fascino delle parole e delle immagini di una certa Ilaria Guidi, e del suo blog "Campi di Fragole Per Sempre" (aridaje coi The Beatles!).


Ho iniziato ad osservare il suo lavoro anni fa e da allora è stata fonte di grande ispirazione (e ammirazione) per me. Ecco perchè considero quest'intervista una fortuna.


Ilaria è protagonista di questo episodio di "Mi presteresti la voce?", che giunge alla sua tredicesima settimana di vita (o forse più). Buona lettura.


1.Buongiorno Ilaria, grazie per aver accettato il mio invito.

Ricordo ancora che nel 2015, quando ho inaugurato "bio.logica", sei stata tra le prime blogger che ho seguito. Grembiuli, ombre e farina: quando hai deciso di mescolare la tua passione per la cucina e quella per la fotografia, trasformandole in

"Campi di fragole per sempre"?

Ciao Alice innanzi tutto grazie di cuore per aver pensato a me ed avermi riservato un angolino tra le tue belle ed interessanti interviste :) ne sono lusingata.

Ho sempre amato cucinare in maniera semplice e spontanea, e ho sempre adorato fotografare, fin da ragazzina.

"Campi di fragole per sempre" arriva in un momento particolare della mia vita, poco dopo la nascita del mio primo figlio. Avevo bisogno di creare qualcosa di mio dove poter ricaricare le energie ed esprimere le mie idee, dare sfogo alla creatività.

Si dice "trova qualcosa che ti appassiona" e lo trovai.


Perchè questo richiamo alla memorabile canzone dei The Beatles?

Sono follemente innamorata dei The Beatles, da sempre. Mia madre li ascoltava quando mi aveva in pancia, le loro canzoni mi hanno accompagnata amorevolmente negli anni della crescita dove costruivo ed affermavo la mia personalità. Tra i miei brani preferiti c'è "Strawberry fields forever" e l'istinto mi ha suggerito che potesse essere un titolo perfetto per un blog di cucina.



2.Ti descrivi "appassionata di fotografia, di cucina onesta e di cioccolata fondente".

Cosa significa per te "cucina onesta"?

Una cucina che spesso è creata al momento e dettata dalla stagionalità delle materie prime, motivata dalla voglia di comunicare in maniera sincera e trasparente. Una cucina spontanea, facilmente replicabile, che segue il naturale ritmo delle stagioni.


3.Il tuo modo di scrivere e di raccontare è inconfondibile: ogni articolo è un capitolo del romanzo della tua vita. I protagonisti non solo solo ingredienti e teglie, ma anche i tuoi figli, le tue nipoti, la tua casa. Non ti spaventa mostrare anche questi aspetti così intimi della tua quotidianità?

Attraverso le mie parole e le mie foto mi piacerebbe raccontare una storia.

La storia di un semplice ciambellone per me è condita inevitabilmente da quegli scorci intimi della mia casa, della mia famiglia, della natura che ci circonda, illuminata da una luce naturale che morbida si posa sulle cose, sui volti, su quella foglia stanca.

La fotografia è un veicolo che serve a narrare un racconto, così come le parole.

Il mio blog è parte della mia vita: mi piace pensarlo come un libro dove ogni volta scrivo un breve capitolo di me profumandolo con un ingrediente diverso. Non mi spaventa raccontarmi, non saprei farlo in maniera diversa, è un processo che avviene dentro di me in maniera spontanea.

Non sono una "food photographer" brava a immortalare le pietanze nella loro essenziale bellezza. Sono semplicemente un'appassionata di cucina e fotografia che scatta troppe foto ...e che per farlo apre la sua casa e la sua vita cercando di narrare una quotidianità dove molte persone possano in qualche modo riconoscersi.



4.Dimmi tre ingredienti fondamentali della tua cucina (e ti dirò chi sei...)

Davvero?! Che cosa carina! Direi gli agrumi, la frutta secca, il cioccolato fondente


5.Sono un'amante della cucina romana: ho dei parenti li e considero la cacio & pepe fatta a regola d'arte un patrimonio dell'umanità, al pari della Fontana di Trevi.

Sono curiosa di sapere da te se c'è una ricetta tradizionale che custodisci nel cuore, magari poco conosciuta e diversa dai "classici" saltinbocca, dai carciofi alla giudia e dalla gricia.

Ti capisco, anche io adoro la cucina romana. In realtà sono appassionata di tutte le cucine regionali, sono sempre curiosa di scoprirne le ricette, per replicarle il più fedelmente possibile. Anche se a volte mi permetto di personalizzarle aggiungendo magari un sapore in più o apportando qualche piccola modifica, come nel mio risotto "cacio, pepe, limone

e menta".

Un piatto della tradizione romana che adoro e che forse è leggermente meno noto è

"la vignarola", considerata un contorno primaverile delizioso e base di fave, piselli, guanciale stagionato, carciofi, mentuccia e lattuga. Provatela su fette di pane tostato o come condimento per una pasta saporita e non ve ne pentirete!



6.Il primo mese dell'anno è già passato. Sembra incredibile ma esattamente un anno fa, in febbraio, le nostre vite stavano per cambiare: le scuole chiudevano, le farmacie vendevano le prime mascherine chirurgiche... Com'è stato abitare in una Roma deserta e silenziosa?

Penso che la prima parola che possa venire in mente a chiunque sia "strano": Roma è una città pulsante di vita, rumorosa, caotica, allegra, solare.

E' come se un mantello di un mago l'abbia avvolta e congelata in un irreale immobilismo. Ma come in ogni cosa c'è sempre un lato positivo: fermarsi ha inevitabilmente permesso un processo di raccoglimento e consapevolezza nei confronti di noi stessi. Rallentare vivendo in una dimensione diversa ha portato giovamento a molte persone, me per prima.


So che non ami stilare "buoni propositi", ci sono però degli "obiettivi" che speri di raggiungere nei mesi avvenire?

Non sono una persona che crede nei buoni propositi di inizio anno, nelle nuove liste da spuntare.

Il mio bisogno di stabilità si riflette in una continuità dei gesti e delle abitudini che si va riconfermando; nella pazienza, nelle riflessioni, nella speranza, nel sapersi ascoltare ogni giorno, nei gesti semplici, nelle abitudini confortanti, nei progetti che a volte profumano di sogni. La mia vita è sempre in continua evoluzione e l'essere mamma di due bimbi piccoli mi trasporta in una dimensione dove ogni giorno nasce un nuovo obiettivo da raggiungere.



Grazie Ilaria, grazie davvero.



Photo credit: Ilaria Guidi - "Campi di Fragole Per Sempre"


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