• Alice

Mi presteresti la voce? Episodio 14: un bicchiere caldo di latte&grappa




L'unico Capodanno della mia vita trascorso con gli amici fuori città lo ricordo con un po' di amarezza ...a causa del saporaccio del paracetamolo.

Il primo giorno sono stata in grado di covare un febbrone da cavallo, che mi costrinse a nascondermi sotto strati di coperte e a dormire tutto il giorno.


Un momento di spensieratezza però c'è stato: quando una delle mie compagne d'avventura mi ha invitata a sperimentare un infallibile rimedio a febbre e mal di gola: latte caldo miscelato con la grappa.

In realtà in dispensa mancavano sia il latte che la grappa, e mi preparò un intruglio di rhum e tè caldo che, ovviamente, non curò la mia influenza ma mi regalò una sbronza colossale.


La morale era però la stessa: i rimedi fatti in casa, quelli tramandati dalle nonne, improvvisati, naturali, sono i migliori. Soprattutto per lo spirito.


Ecco perchè la prima volta che sono "inciampata" sul profilo di "Latte&Grappa", frutto della passione di Lidia, non ho potuto resistere e ho voluto scoprirne di più.

Le profonde radici piantate nel suo Veneto, la sua genuinità, quegli occhi brillanti di vita nascosti dietro le lenti degli occhiali e l'accento veneto che non posso ascoltare ma che immagino nei racconti e nelle storie pubblicate sul suo blog, non potevano che garantirle un posto in prima fila nella rubrica "Mi presteresti la voce?", che questa settimana la vede protagonista.


E allora accomodatevi e lasciatevi scaldare da un buon bicchiere di latte&grappa e dal calore della sua creatrice.


1.Buongiorno Lidia, è un piacere "averti qui".

Mi ha colpito molto "l'autobiografia" che hai condiviso sul tuo blog e soprattutto un passaggio: "mi piacerebbe sapere che con una mia ricetta avete ricevuto tanti complimenti al vostro ultimo pranzo tra amici".

E' una bellissima immagine: pensare che le proprie ricette possano entrare a far parte delle ricorrenze o della quotidianità di altri. C'è un piatto a cui sei particolarmente affezionata e che ti piace immaginare sulla tavola di chi ti segue?

Innanzitutto grazie. E' bello sapere che la mia biografia, che ho curato con tanta attenzione e che è stato il primo scritto del blog, parli così chiaramente di me ai lettori.


Mi fa davvero piacere quando qualcuno mi scrive per dirmi che ha sperimentato una mia ricetta, ma ancora di più quando confessa di averla trovata semplice da eseguire e che le istruzioni erano chiare, perché è quello il mio scopo.

Vorrei incoraggiare anche le persone che si sentono intimorite dalla cucina, a provare le ricette che all'apparenza sembrano complicate, per dimostrare che non erano poi tanto difficili. In particolare, tengo tanto alle lunghe cotture, come spezzatini, seppie in umido, o il brasato della foto qui sotto: sono piatti “zero sbattimento”; non richiedono grandi abilità ma solo tempo e fanno fare grande figura a chi li porta in tavola.

Immagino i miei lettori, col piatto da portata in mano, che mi fanno l’occhiolino guardando i loro ospiti mangiare soddisfatti e magari chiedere il bis.



2.Quello che apprezzo di più del tuo progetto "Latte&Grappa" è proprio l'attaccamento alla tua terra e alle sue tradizioni. Toglimi una curiosità: se dovessi descrivere il Veneto in tre parole, quali sceglieresti?

Domanda difficilissima!

La prima parola è “famiglia”: siamo una regione laboriosa, piena di risorse, con abitanti che non si tirano mai indietro davanti alla fatica. Il Veneto si basa sull’attività di migliaia di aziende, tantissime delle quali a conduzione famigliare e ricche di storia.

La seconda parola è “coraggio”: il Veneto, soprattutto lo scorso anno ma anche in passato, è stato colpito da immani tragedie meteorologiche e non solo, ma siamo una regione capace di rimboccarsi le maniche per ricostruire.

La terza parola è “tradizione”: siamo tra le persone più legate al “si fa cosi e basta”, non ammettiamo variazioni, siamo piuttosto rigidi su quello che si deve fare, soprattutto in cucina.


3.Il Natale sembra lontanissimo, eppure le feste non sono finite da molto.

Negli ultimi tre anni hai lanciato un'iniziativa davvero singolare: #25cardsproject.

Spedisci in giro per il paese biglietti d'auguri scritti a mano ...e non solo.

Ti andrebbe di raccontarmi com'è nata questa iniziativa? L'ultimo Natale, passato in sordina, con pochi posti a tavola e con la mascherine sempre in tasca, ha dato un valore più profondo a questa iniziativa? Poter "entrare" in casa delle persone, dopo un anno caratterizzato dal distanziamento, cos'ha significato per te?

Il #25cardsproject è nato un po’ per caso tre anni fa.

Ho sempre amato scrivere a mano, soprattutto i biglietti di auguri: avevo anche degli amici di penna da piccola. Ho pensato di riprendere quest'abitudine di augurare cose belle alle persone, senza necessariamente scambiarsi dei regali, ma ritrovando lo spirito di condivisione che troppo spesso una vita veloce come la nostra non ci permette di mantenere vivo.

Il primo anno ho scritto in ciascun biglietto anche la ricetta dei Pandòli, allora non ancora pubblicata sul blog, e subito dopo sono stata travolta da foto di lettori che preparavano biscotti veneti in ogni parte d’Italia (e perfino in Australia). Il secondo anno ho allegato due bustine di un tè pregato che adoro, per poterne offrire virtualmente una tazza.

Quest’anno invece ho collaborato con un’amica e ho inviato degli acquerelli che possono trasformarsi in un piccolo quadro o un segnalibro.

E' stato ancora più bello degli altri anni perché tante persone, complice il tempo libero costretto tra le mura di casa, mi hanno risposto a loro volta con biglietti scritti a mano o con dei piccoli pensieri, e sono molto grata per questo.



4.Dimmi tre ingredienti fondamentali della tua cucina (e ti dirò chi sei...)

Il primo è sicuramente l’olio extravergine di oliva: amo provarne sempre di nuovi e ne acquisto uno locale ad ogni viaggio che posso fare (rigorosamente italiano)

Il pepe nero, macinato al momento: una spezia cosi “comune” nell’uso collettivo che però amo ricercare e usare in varietà diverse.

Le uova: adoro mangiarle semplici, in padella con un po’ di burro, ma soprattutto le uso tanto nelle mie ricette.


Il fatto che questi tre ingredienti insieme diano vita ad un piatto mi fa pensare a quanto conti per te riuscire ad ottenere il massimo anche se dal poco.

Questo mi suggerisce che sei una persona "concreta" e senza troppi fronzoli: sei come ti si vede, col tuo sorriso e la tua invidiabile naturalezza.


5.Spuncioti, parpagnacchi e supe: non sono solo parole dal suono curioso per gli estranei al Veneto, sono piatti della tradizione. Hai mai pensato di organizzare dei corsi (magari online in questo momento) o di imprimere su carta "Latte&Grappa" come guida gastronomica della tua regione?

In merito ai corsi, ho organizzato qualcosa dal vivo quando si poteva, soprattutto a tema dolci veneti, e sono stati apprezzati. Nel momento del lockdown ho fatto un po’ fatica ad organizzarmi per proporli online perché il mio “vero lavoro” mi ha portato assorbita completamente, ma ho cercato di tener vivo il blog con le dirette, per me nuove, per consolidare il rapporto coi miei lettori.

Vorrei organizzare nuovi corsi quanto prima, anche se li preferisco dal vivo.

Il libro è un sogno nel cassetto, non lo nascondo: non mettiamo limiti al futuro e speriamo che qualcuno si accorga di me.


6.E' trascorso un anno ormai dall'inizio della pandemia.

Da abitante del Veneto, una tra le regioni più colpite, come hai vissuto quest'anno?

C'è qualcosa che hai imparato e che porterai con te quando torneremo alla "normalità"?

E’ stata fisicamente e psicologicamente dura, nonostante la nostra famiglia non sia stata colpita dalla malattia se non marginalmente e senza conseguenze tragiche.

Ho visto poco mia sorella e mio cognato, entrambi sanitari, e ho lavorato molto più di prima nel mio settore per aiutare chi invece era colpito economicamente dalla pandemia.

Quello che però ho imparato è la lentezza, perché sei costretto a rimanere in casa, assegni nuove priorità e vivi in un tempo dilatato.

Ho cucinato ancora di più, ho dedicato maggior tempo alla casa e al giardino, ho trovato la compagnia del vicinato con cui abbiamo condiviso il pranzo di Pasqua, anche ognuno nel suo giardino!


Grazie Lidia, è stato un vero piacere conoscerti.

Il prossimo Natale aspetterò anche io con gioia i tuoi teneri auguri!





Photo Credit: Lidia "Latte & Grappa"

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