• Alice

Episodio 15: merci Madame Gateau

Aggiornato il: mar 15


1.Buongiorno Marilisa. Grazie per aver accettato il mio invito.

Spero un domani di poter fare una seconda chiacchierata con davanti tazze fumanti di tè e una burrosa fetta di torta, al posto dello schermo di un computer.

Mi incuriosisce il modo in cui hai descritto "Madame Gateau":

"non preoccupatevi non è l’ennesimo blog, ma solo un diario di ricette. Avete presente quel piccolo quaderno dove si annotano tutti gli appunti di cucina...?".

Quando hai sentito il bisogno di condividere i tuoi appunti scritti a penna blu con migliaia di altre persone? Quale pensi sia il tratto distintivo di "Madame Gateau"?

Ciao Alice. Il nome Madame Gateau nasce su Facebook molto tempo prima dall'apertura del blog; inizialmente raccontavo di torte realizzate con la pasta di zucchero, molto di moda a quel tempo, richiestissime ai compleanni per i bambini. Mi divertivo molto anche a realizzare "torte importanti" : ricordo ancora quella di preparata per il matrimonio di mia cugina; un' impresa difficilissima, soprattutto in termini di responsabilità.

Una torta nuziale per 100 persone realizzata in casa senza strumenti professionali, non è una cosuccia da poco. Tuttavia ho riscontrato un enorme successo e da qui nasce, appunto, il nome del blog: "Madame Gateau", la signora delle torte, e con sé il grande desiderio di racchiudere in uno spazio personale tutte le mie ricette.



2.Tra i ricordi più belli che ho c'è la prima crostata di albicocche preparata con mia madre. Credo che sia stato uno dei primi momenti in cui ho capito quanto mi piacesse dare vita ai dolci. Ricordi qual è stato il primo dolce che hai preparato? O il primo che ha avuto davvero significato per te, al punto da far nascere la tua passione?

Il primo dolce? Sicuramente i biscotti di frolla farciti con una crema di ricotta profumata al limone, li facevo spesso da piccola con mia madre. I dolci che ho nel cuore però sono sicuramente i krapfen. Con loro ho conquistato mio marito e sono passati 26 anni da allora... non si tratta della solita crostata, i krapfen richiedono tempo e impegno, devi essere motivato da un grande amore.


3.Uno degli elementi insoliti e che più apprezzo del tuo blog è la sezione "maîtres d'art": un catalogo delle tue ricette ispirate dai maestri della pasticceria (e non solo) italiana e internazionale.

Credo che ispirarsi e ispirare sia il cardine della condivisione sui social. Cos'hai provato quando chi ti segue ha iniziato a replicare le tue ricette?

Tanta soddisfazione, mi sento sempre più stimolata ad andare avanti.


4.Dimmi tre ingredienti fondamentali della tua cucina (e ti dirò chi sei...)

Solo tre ingredienti? Farina, lievito e zucchero.


In sostanza le fondamenta della pasticceria.

Per me rappresentano una tela bianca su cui dipingere infinite possibilità e credo che per te sia lo stesso. Mi sembri una persona creativa, appassionata e che nei dolci e nelle fotografie ha trovato un angolo felice, un luogo soltanto tuo dove rifugiarti quando il mondo fa troppo rumore.


5.Oltre alle ricette c'è un evidente scenario dietro le quinte fatto di studio, passione e dedizione alla fotografia del cibo. Qual è stato il consiglio più prezioso che hai ricevuto durante worskhop e corsi o che hai assorbito dagli scatti di altri/e food blogger?

Il mio intento è quello di trasmettere la bontà del dolce catturando l'attenzione di chi sta osservando la foto. Le immagini sono fondamentali: uno scatto racchiude tutto quello che sento. Ho avuto due bravissime insegnanti di food photography: Laura Adani e

Stefania Casali, persone fantastiche, che ammiro molto, da loro ho cercato di apprendere e assimilare il più possibile: da come sistemare un set, alle luci, alla motivazione per non smettere mai di far pratica.


6.Un anno fa il termine "lockdown" entrava nei nostri vocabolari, inconsapevoli che ci sarebbe rimasto per molto tempo ancora. Per cosa provi nostalgia in particolare della vita "ante-covid 19"?

Cos'hai imparato dal tempo trascorso tra le mura di casa con i tuoi figli, dal distanziamento, dalle festività non condivise, dal nuovo modo di concepire il tempo?

Lavorando nella grande distribuzione in un noto supermercato non ho mai smesso di lavorare, anzi ho fatto i doppi turni. Non è stato semplice: la gente sembrava impazzita, veniva più volte al giorno a fare la spesa per paura di rimanere senza viveri.

Il panico generale non mi ha permesso di stare a casa e godermi il tempo con la mia famiglia, perchè stanchezza e stress hanno preso il sopravvento.

Quello che mi manca davvero è andare a cena al ristorante sola con mio marito, trascorrendo una piacevole serata in un buon locale. Non vedo l'ora che sia di nuovo possibile.


Grazie per la bella chiacchierata Alice.


Grazie a te Marilisa, grazie di cuore.

Photo Credit: Marilisa Shirley

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