• Alice

Mi presteresti la voce? Episodio 4: la Tarte Maison


Quando mi sono ritrovata a pensare al quarto episodio di questa rubrica, ho chiesto in prestito la voce a Marina, alias La tarte maison, immaginandomi di poterla invitare a sorseggiare un caffè caldo in riva al mare, passeggiando sulla sabbia della sua Rimini.


Viviamo nella stessa, meravigliosa, regione; eppure lei ha la possibilità di cucinare vista mare, con il rumore delle onde in lontananza. Me la sono sempre immaginata così, per questo ho deciso di porle qualche domanda per conoscerla meglio e per presentarvela.



1.Buongiorno Marina. Il nome del tuo blog, per chi non lo sapesse, è ispirato da un menù scritto su una lavagnetta a Parigi. In che modo nasce il progetto «la tarte maison»?

La cucina francese trova ancora il posto nel tuo blog?

Ciao Alice, grazie per questa chiacchierata! Il progetto è nato quasi 10 anni fa in un momento di smarrimento emotivo e lavorativo. In quel periodo la cucina era (ed è tutt'ora) una fedele alleata e i blog a tema food erano nuovi e propositivi. Nessuna ambizione particolare ma un modo di mettere a frutto una passione e di condividerla.

Purtroppo la cucina francese è poco presente negli ultimi anni sul blog.

Quando è nata La Tarte Maison la Francia era quasi una costante e le ricette francesi avevano un loro spazio che “nutrivo” con amore. Vorrei ricominciare a sperimentare ma non avendo più molto tempo e desiderando sempre di più approfondire la cucina locale, metto la Francia in un angolo almeno per il momento ma resta un grande amore mai dimenticato. Questa pausa culinaria sarà una conseguenza della mia lontananza da Parigi dal 2017? Prima del Covid era in programma una gita primaverile ma ad oggi non ho idea di quando potremo tornare a visitare Parigi e la Francia in generale.


2.Ti intervisto dall'Emilia, mentre tu abiti in Romagna. Ho sempre pensato che chi abita al mare custodisca un tesoro in più rispetto a tutti gli altri.

Rimini ha influenzato il tuo modo di cucinare e di raccontare il cibo?

Rimini in quanto città di mare mi ha dato la possibilità di approfondire la cucina di pesce della tradizione ed essendo per lo più una cucina povera è stato anche molto facile approcciarla. Mi appassiona raccontare il cibo locale: il ricordo che accompagna la storia di alcune ricette mi emoziona come ricercare in vecchi ricettari piatti e prodotti che si sono persi o si vanno perdendo. In più non ti nego che provarle, trascriverle e salvarle sul blog mi fa pensare di dare loro una seconda possibilità, un nuovo punto di vista, un modo per riportarle in vita e sulla tavola.

Per quanto riguarda il mare, averlo così vicino mi porta ad ignorarlo per molta parte dell’anno anche se d’inverno la vena malinconica (che chi abita sul mare ha nel proprio DNA) esplode e mi porta a guardarlo da lontano. Di contro, la primavera e le prime passeggiate in spiaggia con il vento che scompiglia i capelli e si infila sotto la sciarpa sono pura gioia di vivere. Un po’ bipolare, non trovi?!


3.Sfogliare la tua gallery è terapeutico: la predominanza del bianco, i tessuti chiari sullo sfondo, la luce naturale che abbraccia ogni piatto ...infondono sicurezza e pace.

C'è una ricetta in particolare che ti dona un senso di «sicurezza, tranquillità e pace» mentre la prepari e quando la assaggi?

Sì, le torte da credenza: quelle che ti preparava la nonna e che trovavi sul tavolo a colazione o la domenica a fine pasto. Ciambelloni, crostate, plumcakes, torte ripiene di frutta come le torte di mele. Queste ricette sono la mia ancòra. Anche la pasta fresca riveste questo ruolo con in più la capacità di placare il mio animo: prepararla ma soprattutto stenderla a mano è terapeutico per davvero.


4.Dimmi i tre ingredienti che più ti rappresentano (e ti dirò chi sei...)

Cacao, Farina, Uova

Ti immagino con i capelli raccolti, un grembiule macchiato di farina, di ricordi, di vissuto.

Mi sembri una persona che, seppur piena di interessi, di faccende, e di obiettivi, ama la semplicità delle piccole cose di ogni giorno. Trovo che le tue ricette racchiudano la tua essenza: non sono solo ingredienti, passaggi, consigli ...sono come segreti sussurrati.





5.A Maggio hai ideato «progetto fragola-otto ricette in rosa»: un e-book contenente le ricette dolci con protagonista i tuoi frutti rossi preferiti. Pensi di replicare quest'iniziativa in autunno? Se si, quale ingrediente sceglieresti?

Mi piacerebbe molto replicare l’idea dell’e-book ma il tempo a disposizione è sempre poco e ultimamente sembra non bastare neanche per gli impegni quotidiani. Sono sincera: se avessi un po’ di tempo a mia disposizione di sicuro mi dedicherei di più al blog ...ho così tante cose che vorrei convididere online! Nuove ricette locali (ho da poco ritrovato dei foglietti con le ricette che una pescivendola regalava insieme al pesce acquistato alle sue clienti e vorrei pubblicarle TUTTE) oppure quest’estate avrei voluto aprire una pagina chiamata Gitine in cui trascrivere gli appunti presi nei piccoli viaggi in giro per l’Italia. Insomma sono sempre in bilico tra il desiderio di lasciare traccia di tutto e l’ansia di non farlo bene e che mi fa desistere.


6.Durante la quarantena, ci hai regalato pasta fatta in casa, la crema calda per Pasqua, del pane. Ti va di raccontarmi come hai affrontato quei mesi difficili?

Cosa ti auguri per la fine di questo 2020?

Da quando mi hai inviato le tue domande ad oggi è passata qualche settimana e sembra un decennio o quasi. Adesso che si sente parlare di nuovo di chiusure, anche se non complete, ti confesso che mi sale un po’ di ansia. A marzo e aprile l’obbligo di restare a casa ha trovato sfogo nella cucina, desideravo staccare la testa e immergermi in qualcosa che avesse solo una valenza positiva e pacificatrice come il cibo sa essere. Contemporaneamente però soffrivo molto il mio essere un po’ lenta e meditativa nelle preparazioni mentre intorno, o meglio nel web, sembrava che ogni giorno le persone sfornassero qualcosa di nuovo e incredibile: l’ennesimo pane, la ricetta furba, quella più articolata, l’ennesima diretta. Ho cercato di non assecondare questa pressione e ho fatto le cose a modo mio. Non sempre ci sono riuscita, lo confesso ma è passato e va bene così.

Ho approfittato della quarantena per dedicarmi anche alla mia formazione professionale, ho lavorato e cercato di tenermi occupata con un po’ di attività fisica in casa e ho guardato tante serie tv. L’unica cosa che non sono riuscita a fare è stato immergermi nella lettura: non so dirti perché, ma la spensieratezza di dedicarmi a un libro non l'ho avuta, non è tornata eppure mi manca, tanto, poiché la lettura è sempre stata una mia grande passione.

Per la fine di quest’anno mi auguro “solo” cose banali: salute, lavoro e un 2021 che spacca!





Photo Credit: La Tarte Maison

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